tag:blogger.com,1999:blog-301574152007-04-12T09:54:35.933+02:00Associazione Diritto & Libertàdiritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comBlogger12125tag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1158244626904675502006-09-14T16:35:00.000+02:002006-09-14T16:37:06.920+02:00<div class="DATA"><b><center>LAICITA'</center><br />Dichiarazione di Francesco Mauro, membro direttivo dell'Associazione Diritto & Libertà, in merito alle dichiarazioni della Diocesi di Oria sulla pericolosità di alcune comunità religiose.</b></div><div class="DATA"><br />Vorrei esprimere la mia solidarietà alla comunità dei Testimoni di Geova e a tutte le altre comunità religiose vittime dell'attacco della Diocesi di Oria. Qualsiasi comunità religiosa, se rispetta le leggi dello stato, non può essere tacciata di pericolosità. Soffia un vento di intolleranza a Manduria. <br />Senza entrare nel merito della definizione di setta, molto discutibile, non si capisce a cosa si dovrebbe essere attenti. Se mai pericoli ci sono, questi sono rappresentati dalla presenza nelle istituzioni laiche dello stato di figure religiose. E' facile fare la voce grossa quando si hanno 20000 professori di religione cattolica scelti dal vescovo e pagati dallo stato, discriminando tutte le altre comunità religiose.</div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1156175562388432992006-08-18T17:48:00.000+02:002006-08-21T18:00:14.846+02:00<div class="DATA"><b><center>MANIFESTO – APPELLO</center> <br /><center>PER UN PRIMO GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE</center><br /><center>NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA, LIBERTA’, DEMOCRAZIA</center></b></div><div class="DATA"><br />Premessa<br /><br />Dal 1981 oltre 120 Premi Nobel sottoscrissero un importante Manifesto-Appello che così iniziava (il cui testo e l’elenco dei firmatari è integralmente riportato in calce a questo documento):<br /><br />“Noi sottoscritti, donne e uomini di scienza, di lettere, di pace, diversi per religione, storia, cultura, premiati perché ricerchiamo, onoriamo e celebriamo verità nella vita e vita nella verità, perché le nostre opere siano testimonianza universale di dialogo, di fraternità e di civiltà comune nella pace e nel progresso, noi sottoscritti rivolgiamo un appello a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà, ai potenti ed agli umili, nelle loro diverse responsabilità, perché decine di milioni di agonizzanti per fame e sottosviluppo, vittime del disordine politico ed economico internazionale oggi imperante, siano resi alla vità” (…). <br /><br />Si trattò allora di intervenire per circoscrivere e superare l’orrendo olocausto per fame nel mondo già in corso e preannunciato. Da allora il mondo prese maggiore coscienza delle sue responsabilità e certamente, progressivamente decine di milioni di persone furono salvate. Quello stesso Partito Radicale che promosse quella iniziativa, è convinto oggi della probabilità e imminenza dello scoppio di un “prossimo tremendo conflitto”, della necessità e urgenza di proporre e realizzare questa nuova iniziativa.<br /><br />* * *<br /><br />“Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE” volto a rapidamente promuovere e realizzare un’ALTERNATIVA alla minaccia di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenda rapidamente al mondo intero.<br /><br />Ogni giorno, ogni ora già confermano il carattere improvvisato, fragile, superficiale della “pace”, della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. L’Europa sembra rischiare di tornare alla sua storia, tragica e infamante dei suoi anni ’30 e ’40: in Medio Oriente sembrano prevalere le volontà di guerra più o meno “santa”, di intolleranza, di mortale inimicizia contro il mondo moderno e le sue fondamenta civili. <br /><br />Quali che siano responsabilità e scelte degli uni e degli altri, occorre da subito impegnarsi per rendere inagibile l’obiettivo della eliminazione dello Stato e del popolo israeliani dal Medio Oriente (del quale costituiscono lo 0,2% del territorio e un po’ più dell’1% della popolazione). Tale obiettivo è oggi non più solamente ammesso, ma proclamato e propagandato dalla massima autorità dell’Iran e dal complesso Sistema di potere e di guerra Terroristico le cui forze e minacce sembrano aggravarsi ed estendersi con una capacità eversiva e distruttrice senza precedenti.<br /><br />Questa tragedia, in corso da decenni e oggi al suo apice, è di stampo assolutamente fratricida, antropologicamente e culturalmente, gravissima patologia da curare subito con grande determinazione politica per affermare i valori umani e umanistici che hanno acquisito il carattere di diritti naturali storicamente acquisiti dall’umanità; e con fiducia nella natura e nella storia più profonde, radicate, vitali di questa parte del mondo.<br />La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, infine laica e tollerante, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi religioni monoteiste, l’ebraica, la cristiana, l’islamica, proprio in quel suo lembo di terra che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una possibile orrenda apocalisse civile e umana.<br /><br />Occorre reagire subito. Europa continentale e Medio Oriente si compenetrano nella storia, attraverso i loro popoli mediterranei. <br />Israele è la testa di ponte più diretta anche dell’Europa continentale, del suo mezzo miliardo di persone, già oggi cittadini UE o dei Paesi candidati all’adesione. <br /> <br />L’UE e Israele hanno avuto, e hanno tutt’ora, la gravissima responsabilità: l’una, l’UE, di abbandonare la costruzione anche istituzionale di una grande Patria Europea, anima dei Trattati di Roma, sì da far temere al popolo europeo, il suo immiserirsi a “Europa delle Patrie”, estranea –questa– ai fondatori, agli Adenauer, ai De Gasperi, agli Schuman, e agli Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, prestigiosi ispiratori e esponenti del Federalismo Europeo; l’altra, Israele, di essersi rassegnata ad avere scelto un arroccamento nazionale e una politica strutturale di difesa, disperata quanto nobile, estranea oltretutto alla grande, iniziale, utopia sionista, umanista, socialista e liberale, essenzialmente tolstoiana, nonviolenta.<br /><br />Di conseguenza il primo, STRUMENTALE obiettivo a disposizione del grande Satyagraha Mondiale per la Pace, sarà l’ingresso di Israele nell’UE, del suo naturale ricongiungimento immediato con la Grande Europa, continentale, baltica e mediterranea. In tal modo, l’attacco terroristico e militare a Israele sarebbe privato della forza dei suoi più reali motivi e dei suoi confessati obiettivi. Prodromo, premessa, dell’auspicabile ricongiungimento europeo, mediterraneo: con Turchia, con Giordania, Palestina e Libano democratici, fino al Maghreb, al Marocco…<br /><br />Non esercitiamo così solamente il nostro diritto di sognare, e di coltivare il sogno dell’annuncio. <br /><br />E’ per questo obiettivo che ci appelliamo ai democratici del mondo intero, ai suoi Parlamenti, al sistema delle Nazioni Unite che deve tornare a difendere e affermare i valori e le proclamazioni della sua carta costitutiva, al popolo che si è costituito e naviga in internet, la cui libertà sarebbe ulteriormente negata, piagata a nome delle esigenze di guerra e di sicurezza. Tale appello potrà essere raccolto, fatto proprio, vissuto nei giorni del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace, per la Vita del Diritto e il Diritto di tutti alla Vita; CONCRETA ALTERNATIVA all’altrimenti probabile, prossimo scatenamento di una guerra globale, senza confini geopolitici, etici, umani”.</div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1152181259575400272006-07-06T12:09:00.000+02:002006-07-23T22:24:55.490+02:00<div class="DATA"><b><center>NESSUNO TOCCHI SADDAM</center><br />Appello perchè sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Saddam Hussein e dei suoi coimputati.</b></div><div class="DATA"><br />Al Presidente iracheno Jalal Talabani <br />Al Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki <br />Al Ministro della Giustizia iracheno Hashim al-Shibli <br />Al Presidente del Parlamento iracheno Hajim al-Hassani <br />Al Presidente del Consiglio italiano Romano Prodi <br />Al Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso <br /><br />Noi sottoscritti, <br /><br />Fermamente convinti/e che non vi può essere impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e che i crimini di cui è imputato insieme ad altri l’ex Presidente Saddam Hussein rappresentano violazioni gravi dei diritti umani per le quali non vi può essere nessuna immunità; <br /><br />Fermamente convinti/e che il processo nei confronti di Saddam Hussein, perchè sia un momento decisivo per stabilire i crimini commessi dal vecchio regime ma anche per impegnare l’Iraq ai principi di responsabilità e stato di diritto, è necessario sia condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute perchè il processo sia giusto e imparziale, con ciò evitando di fornire pretesti a coloro i quali vogliono screditare l’azione giudiziaria presentandola come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice; <br /><br />Fermamente convinti/e che il sistema penale iracheno nel suo insieme debba applicare regole internazionali e che, in particolare, il processo a Saddam Hussein debba rispecchiare i principi fissati per i tribunali penali internazionali, i quali escludono il ricorso alla pena di morte; <br /><br />Fermamente convinti/e che la decisione di sospendere l’applicazione della pena di morte da parte del parlamento e del governo iracheni sarebbe l’esempio più evidente di un cambiamento di fondo rispetto ai metodi del vecchio regime e un segnale forte del proprio impegno a rispettare la dignità umana nell’intera regione; <br /><br />Ci appelliamo al Governo e al Parlamento iracheni perchè sia evitato il ricorso alla pena di morte nei confronti di Saddam Hussein e dei suoi coimputati se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono accusati, coerentemente con il nuovo impegno a rispettare la dignità fondamentale che l’Iraq riconosce come propria di ogni essere umano.<br /><br />Chiediamo alle autorità irachene di reintrodurre la moratoria sulla pena di morte stabilita in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, al fine di rafforzare il completamento della transizione democratica dell’Iraq secondo i principi di uno stato di diritto. <br /><br />Chiediamo al Governo e al Parlamento iracheni di considerare l’istituzione di una Commissione Verità o di altro appropriato strumento come una via per assicurare, nel rispetto del diritto internazionale, l’accertamento il più completo possibile delle responsabilità per i gravi crimini commessi e, nello stesso tempo, fornire la migliore delle opportunità per la instaurazione di uno stato di diritto in Iraq. <br /><br />Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di sostenere nei confronti del nuovo governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all’uso della pena di morte, anche nei confronti di Saddam Hussein, e il favore al mantenimento in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte. </div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1152177725706528382006-07-06T10:50:00.000+02:002006-07-06T12:43:08.293+02:00<div class="DATA"><b><center>L’ITALIA CE LA PUO’ FARE</center><br />riforme strutturali, concorrenza e liberalizzazioni, 7 giorni per aprire un’impresa, il nodo dei salari più bassi d’Europa</b></div><br /><div class="DATA">L’Italia ce la può fare. E’ ancora possibile invertire la rotta sia rispetto ai segni concreti di declino, sia rispetto alla retorica del "declino inevitabile". La crisi italiana è vera e profonda, ma troppo spesso è descritta come ineluttabile ed irreversibile. Non è così.<br /><br />Certo, occorre voltare pagina. Un sistema dei partiti vecchio, eppure ancora troppo potente e costoso, inchioda il paese e la politica italiana a risse di fazioni, a scontri di tifoserie: e da oltre un decennio, a maggioranze troppo timide rispetto alle grandi urgenze di cambiamento, si contrappongono opposizioni dedite a tentare di scalzare e demonizzare i Governi, ma incapaci di sfidarli sul terreno di solide controproposte di riforma. Così, si moltiplicano le occasioni e i fenomeni di sterile conflittualità, che fanno il gioco delle componenti più illiberali e conservatrici dei due schieramenti, così come delle mille lobby impegnate a proteggere i propri privilegi, mentre si impediscono quei confronti che nutrono le democrazie, rendono più saldo il tessuto civile e aiutano il prevalere, dentro e fuori i Poli maggiori, delle forze liberali e riformatrici.<br /><br />Per questo, occorre una terapia d’urto, e bisogna ripartire da un’attenzione nuova alla questione sociale del nostro tempo. Servono non maggiori protezioni ma una più concreta<br />offerta di chances al popolo dei "non garantiti": occorre un vero e proprio "statuto degli outsider", di quanti (consumatori, giovani, imprenditori del rischio e dell’innovazione, donne, lavoratori del privato, disoccupati, sottoccupati, pensionati sociali e al minimo, immigrati) sono e restano fuori dal fortino delle garanzie e dei privilegi. Questa Italia degli "outsider", dei "non garantiti", di fatto priva di tutele, è oggi senza volto e senza voce, silenziata prima ancora che silenziosa.<br /><br />Condizione preliminare, senza dubbio, è rappresentata dal risanamento dei conti pubblici. Esprimiamo per questo fiducia e sostegno nell’opera del Ministro dell’Economia. Ma, nello stesso tempo, riteniamo che vi siano altre tre priorità da incardinare ed affrontare.<br /><br /><b>1.</b> L’economia italiana non ripartirà finché non verrà liberata dai mille vincoli che bloccano la concorrenza e consentono l’accumularsi di rendite pagate dagli outsider. Occorre imboccare con decisione la via delle liberalizzazioni: questa deve essere la priorità della politica economica.<br />In questo senso, proponiamo alcune concrete e urgenti possibilità di intervento, che dovrebbero accompagnarsi ad un rinnovato sforzo e a significativi investimenti delle imprese (sostenute, in questo, da una decisa iniziativa politica a livello nazionale e locale) nell’innovazione di processo e di prodotto, anche come condizione per un’effettiva capacità di attrarre nuove risorse e di competere su scala internazionale.<br /><br />a. La competizione e la liberalizzazione nel settore dei servizi di pubblica utilità, anche a livello locale, in una corretta suddivisione dei ruoli tra pubblico e privato, è una priorità assoluta per il paese. Come ha sottolineato il Governatore della Banca d’Italia, la concorrenza è per definizione un agente di giustizia sociale: e il superamento delle rendite monopolistiche e oligopolistiche, con relativa riduzione dei costi dei servizi, è un fattore fondamentale di miglioramento delle condizioni di vita in primo luogo delle fasce più povere della popolazione.<br /><br />b. Servono azioni concrete in termini di "riforme senza spesa": ad esempio, il superamento degli ordini professionali (per contribuire a riaprire una società chiusa, segnata dal peso di lobby e corporazioni), e l’abolizione del valore legale del titolo di studio universitario (per garantire uno shock nel segno della competizione positiva, dell'invito ai giovani a scommettere su di sé più che sul possesso di un pezzo di carta).<br /><br />c. Occorre ridurre a 7 giorni al massimo il tempo necessario all’apertura di una nuova impresa, comprimendo tempi e caratteristiche degli adempimenti amministrativi, o comunque generalizzando criteri di silenzio-assenso e di autocertificazione: intanto, l’impresa apra e proceda, e poi provveda al completamento dell’iter burocratico.<br /><br /><b>2.</b> Non è possibile rinviare ancora l’apertura del dibattito sulle riforme strutturali, in Italia ferme da troppo tempo, e sempre differite e rinviate. E’ necessario che da subito, e comunque nella prima parte della legislatura, si ponga mano alla questione della sanità, del pubblico impiego e delle pensioni, a partire dall’innalzamento dell’età media effettiva di pensionamento, in una nuova alleanza tra padri e figli, e con atti di generosità dei primi nei confronti dei secondi. Ma attenzione, i tagli da soli non servono. Interventi finanziari non accompagnati da un cambiamento delle regole sono effimeri: occorre cambiare le regole che sono alla base della crescita della spesa pubblica.<br /><br /><b>3.</b> In termini di mercato del lavoro, occorre ripartire dal Libro Bianco di Marco Biagi. Certo, non possono essere solo i lavoratori a correre i rischi della flessibilità: ma sbarazzarsi della Legge 30 sarebbe un grave errore. Va invece riequilibrata e completata, e proprio nella direzione del Rapporto Biagi, e quindi riscrivendo il sistema degli ammortizzatori sociali, che in questo paese hanno finito spesso per tutelare troppo pochi (su 100 persone che perdono il lavoro, in Italia, solo 17 hanno una qualche forma di tutela). Ecco perché bisognerebbe -invece- pensare al modello inglese, con un sussidio di disoccupazione, e un meccanismo di "welfare to work".<br />Contestualmente, occorre affrontare il nodo dei salari italiani, tuttora tra i più bassi d’Europa. E’ necessario e possibile detassare per cinque anni gli aumenti salariali, e prevedere una riforma dei contratti che leghi la parte variabile dei salari ai risultati raggiunti e alla produttività. I sacrifici non possono essere sostenuti da una sola parte.<br /><br />Occorre più coraggio. E una coraggiosa politica di riforme e di modernizzazione avrebbe la doppia caratteristica di rimettere il paese in movimento e -insieme- di aiutare i più deboli.<br /><br />Ha detto Tony Blair: "Ogni volta che ho introdotto una riforma, mi sono pentito solo di non essermi spinto ancora più avanti". Invitiamo Governo, Parlamento, forze politiche e sociali a tenere questa citazione come monito e come bussola.<br />____________<br /><br /><i>appello promosso da <b>Daniele Capezzone</b><br />(Presidente della Commissione Attività produttive della Camera)<br /><br />questi i nomi di alcuni tra i primi firmatari:<br /><br />- <b>Alberto Alesina</b>, Economia, Harvard University<br />- <b>Giuliano Da Empoli</b>, Direttore di "Zero"<br />- <b>Gian Maria Fara</b>, Presidente dell’Eurispes<br />- <b>Natale Forlani</b>, Amministratore Delegato di "Italia Lavoro"<br />- <b>Oscar Giannino</b>, Vicedirettore di "Finanza e Mercati"<br />- <b>Francesco Giavazzi</b>, Economia, Università Bocconi di Milano<br />- <b>Massimo Lo Cicero</b>, Economia dello sviluppo, Università di Roma La Sapienza<br />- <b>Pio Marconi</b>, Sociologia del diritto, Università di Roma La Sapienza<br />- <b>Alberto Mingardi</b>, Direttore generale Istituto Bruno Leoni<br />- <b>Fiorella Kostoris Padoa Schioppa</b>, Economia, Università di Roma La Sapienza<br />- <b>Fabio Pammolli</b>, Direttore di "Istituzioni Mercati Tecnologie"<br />- <b>Gaetano Romano</b>, Presidente Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati<br />- <b>Florindo Rubbettino</b>, Editore<br />- <b>Luca Solari</b>, Direttore del Centro di ricerca interdipartimentale Work, Training & Welfare, Università degli Studi di Milano<br />- <b>Carlo Stagnaro</b>, Direttore dipartimento "Ecologia di mercato" Istituto Bruno Leoni<br />- <b>Secondo Tarditi</b>, Economia, Università di Siena<br />- <b>Chicco Testa</b>, già Presidente dell’Enel</i></div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1151078507045320122006-06-23T18:01:00.000+02:002006-08-22T09:25:10.183+02:00<div class="DATA"><b><center>GRANDE SATYAGRAHA PER LA LEGALITA'</center><br />per una tempestiva decisione parlamentare sull'estromissione da Palazzo Madama di 8 senatori regolarmente votati ed eletti per una sicura e tempestiva calendarizzazione parlamentare della discussione sul provvedimento di amnistia</b></div><br /><div class="DATA">[...] <br />Il Comitato impegna gli organi dirigenti a sollecitare e sostenere una tempestiva decisione parlamentare sul grave vulnus contro la legalità costituzionale rappresentato dall'estromissione da Palazzo Madama di otto senatori regolarmente votati ed eletti dai cittadini italiani, ferita ancora più grave e patente del mancato "plenum" alla Camera e alla Corte Costituzionale verificatosi durante la scorsa legislatura, e oggetto di gravi azioni nonviolente da parte di Marco Pannella. <br /><br />Il Comitato saluta l'annuncio del Ministro della Giustizia della prossima presentazione in Parlamento di un provvedimento di amnistia. Si tratta, per Radicali italiani e per la Rosa nel pugno, di una priorità immediata, e non solo per ragioni umanitarie, ma come premessa e condizione per una riforma complessiva della giustizia, per affrontare la drammatica questione sociale determinata dai 9 milioni di processi pendenti, e per un rientro nella legalità dello Stato italiano, oggi primatista di condanne dinanzi alle Corti internazionali. Il primo obiettivo deve essere quello di una sicura e tempestiva calendarizzazione parlamentare della discussione. <br /><br />Tutto ciò premesso: su entrambi questi obiettivi, anche per evitare che positivi annunci e buone intenzioni siano presto riassorbiti e inghiottiti dalle sabbie mobili dell'esistente (e quindi, da una parte per giungere alla soluzione della vicenda relativa al Senato, e dall'altra per sostenere l'iniziativa del Ministro della Giustizia e ottenere l'immediata calendarizzazione parlamentare della relativa proposta), il Comitato, a partire dalla mezzanotte di domenica 4, promuove e propone a tutti i democratici, a cominciare dalla Rosa nel pugno, e a tutti coloro che potranno essere raggiunti da questo messaggio, un nuovo grande Satyagraha per la legalità. Occorre, come già avvenne intorno a Luca Coscioni, che, con molte e diversificate forme di partecipazione nonviolenta, si concorra ad aiutare le istituzioni a recuperare almeno segmenti della legalità cui sono sottoposte.<br /><br /><i>Dalla mozione generale approvata dal Comitato Nazionale di "Radicali Italiani" tenuto a Roma dal 2 al 4 giugno 2006</i></div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1156185113862274302006-06-07T20:21:00.000+02:002006-08-22T09:22:22.046+02:00<div class="DATA"><b><center>COPPIE DI FATTO</center><br />Dichiarazione di Francesco Mauro, membro direttivo dell'Associazione Diritto & Libertà, in merito alla proposta del Sen. Lino Nessa e del consigliere Tonino Fumarola di fissare un ordine del giorno al consiglio proviciale di Taranto che discuta della pericolosità della regolamentazione delle coppie di fatto in Puglia.</b></div><div class="DATA"><br />Un ordine del giorno al consiglio provinciale di Taranto non potrebbe che giovare ai sedicenti liberali appartenenti alla Casa delle Libertà, poichè sicuramente potrebbe aiutar loro a far chiarezza su alcune questioni inerenti alle coppie di fatto: sapere, ad esempio, che in Spagna l'istituzionalizzazione delle coppie di fatto non sia stato frutto del governo socialista di Zapatero, bensì del cattolicissimo governo presediuto da Aznar; che nessuno vuole introdurre le "coppie di fatto" dal momento che le coppie già esistono "di fatto", ma che si vuole soltanto regolarizzarle e garantir loro alcuni diritti basilari; che la stragrande maggioranza delle "coppie di fatto" non sono coppie omosessuali; o ancora, che il matrimonio religioso non è minacciato dal momento che una coppia di fatto può essere tranquillamente sposata in chiesa. <br />D'altra parte, come l'ultimo sondaggio Eurisko ha dimostrato, il 65% degli italiani intervistati è favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto; e anche tra chi si dichiara cattolico praticante, andando a messa tutte le domeniche, i favorevoli alle coppie di fatto sono ugualmente più della metà, pari al 53%. L'elettorato del centro-destra si dimostra quindi più laico e più tollerante dei suoi rappresentanti.</div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1152189052618030632006-06-06T14:21:00.000+02:002006-07-06T14:30:52.623+02:00<div class="DATA"><b><center>I 31 PUNTI DI FIUGGI</center><br />I punti di discussione nel documento di ingresso della Convenzione laica, socialista, liberale e radicale "Progetto per le libertà", promossa dai soggetti costituenti della "Rosa nel Pugno": Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Sdi e Federazione dei Giovani Socialisti</b></div><br /><div class="DATA">1 - Divorzio breve: semplificazione delle procedure e riduzione dei tempi per l’ottenimento del divorzio. <br /><br />2 - PACS/coppie di fatto: istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, senza assimilarle all’istituto del matrimonio. Possibilità di regolare per via contrattuale alcuni profili della vita in comune. <br /><br />3 - Droga: riforma del testo unico sugli stupefacenti. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera; uso terapeutico della marijuana. Revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe.<br /><br />4 - Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva: possibilità di ricorso all’aborto farmacologico; facilitazione dell’accesso ai metodi contraccettivi e della pillola del giorno dopo. <br /><br />5 - Ricerca scientifica e fecondazione assistita: libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico. <br /><br />6 - Eutanasia e testamento biologico: legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.<br /><br />7 - Prostituzione: legalizzazione, regolamentazione e controllo. <br /><br />***<br /><br />8 - Nuova rete di sicurezza sociale: intervento sull’attuale sistema di ammortizzatori sociali, con politiche attive del lavoro per favorire lo spostamento di risorse da settori e da imprese in declino a settori e a imprese con prospettive di sviluppo. Forme di sostegno alle persone, diverse da quelle che trasformano il sussidio di disoccupazione in un incentivo al lavoro nero.<br /><br />9 - Nuove norme sulle politiche della ricerca/Università e ricerca: maggiore libertà alla ricerca scientifica sul “modello Blair”. Holding pubblica/privata per la ricerca applicata e sostegno pubblico per la ricerca di base.<br /><br />10 - Università-ricerca: abolizione del valore legale del titolo di studio.<br /><br />11 - Scuola primaria e secondaria: mantenimento del valore legale dei titoli di studio; rispetto del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato.<br /><br />12 - Ordini professionali: riforma in senso liberale delle norme per l’accesso alle professioni.<br /><br />13 - E-democracy: <br /><br />- delega al Governo per l’introduzione del voto elettronico con la previsione di procedure di controllo pubbliche, ripetibili e verificabili dei relativi sistemi informatizzati, per la disciplina della sottoscrizione per via telematica delle liste elettorali, delle candidature e dei referendum popolari;<br /><br />- delega al governo per la messa in rete di atti e attività istituzionali. Norme in materia di trasparenza degli atti comunali e istituzione dell’albo pretorio telematico; <br /><br />- elaborazione di progetti nazionali e partecipazione a progetti internazionali per la digitalizzazione di archivi e biblioteche; <br /><br />- il materiale pubblico – inclusi gli archivi istituzionali e della RAI - deve essere liberamente divulgabile (licenze creative commons o similari ) e i lavori istituzionali accessibili anche in modalità peer-to-peer;<br /><br />- “libertà di parola”: investimenti e iniziative di adeguamento normativo per mettere a disposizione gratuitamente strumenti e tecnologie che aiutino i disabili nella comunicazione e nell’acquisizione e produzione di informazioni; aggiornamento della base di dati relativa alle strumentazioni informatiche e investimenti per mettere a disposizione gratuitamente le nuove tecnologie relative all’ausilio per i disabili;<br /><br />- libertà di lettura: garantire la disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti;<br />- libertà in rete: abolizione della legge Urbani sulla criminalizzazione del peer-to-peer; <br /><br />- no alla brevettabilità del software, sul quale comunque può essere fatto valere il diritto d’autore;<br /><br />- libera conoscenza e creatività: abolizione della SIAE e ridefinizione paritaria del ruolo di autori; ed editori nella politica di gestione dei diritti sulle opere dell’ingegno e riduzione a 20 anni dei tempi dei diritti d'autore; <br /><br />- adozione dei principi della “dichiarazione di Messina” e della “dichiarazione di Berlino” sull’accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico.<br /><br />***<br /><br />14 - Promozione globale democrazia: sostegno all’iniziativa della Community of democracies (verso l’“Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie”) impegno italiano a finanziare il Democracy Fund delle Nazioni unite, anche per candidare Roma a far parte del Board of Directors del Fund stesso.<br /><br />15 - Basta soldi ai dittatori: aumento del budget della cooperazione italiana allo sviluppo (prima fase: fino all’obiettivo dello 0,33%, e poi fino allo 0,7%), e contestuale messa in discussione di tutti gli accordi con i paesi che non rispettino le clausole su libertà e democrazia, diritti umani e civili. No alle politiche di embargo poiché il commercio favorisce la conoscenza reciproca degli stili di vita e delle culture, minando alla radice le società chiuse e autoritarie.<br /><br />16 - (Italian and) European endowment for democracy: (fondo italiano e) fondo UE di sostegno alla promozione globale della democrazia sul modello del National Endowment for Democracy<br /><br />17 - Armi di attrazione di massa: attività italiana ed europea per lo stanziamento, nei bilanci della Difesa, di fondi per attività radiofonica, televisiva e telematica a favore della promozione globale della libertà e della democrazia, nell’ambito di un progetto di graduale conversione delle spese e strutture militari in spese e strutture civili.<br /><br />18 - Democrazia e mondo arabo: sostegno alle attività della società civile per la promozione della democrazia in Medio Oriente e in Africa. Lotta alle mutilazioni genitali femminili.<br /><br />19 - Moratoria universale pena morte: rilancio della campagna per la moratoria, a partire dalla “coalizione africana”.<br /><br />20 - Tribunale penale internazionale: sul piano interno, adeguamento normativo italiano allo Statuto della Corte; sul piano internazionale, sostegno all’operatività effettiva della giurisdizione internazionale.<br /><br />21 - Politica Agricola Comune: graduale superamento delle politiche di sovvenzione, eliminando i sostegni ai prezzi a favore di misure limitate a sostegno dei redditi degli agricoltori ai fini della difesa del territorio. Eliminazione delle barriere ai prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo.<br /><br />***<br /><br />22 - Mezzogiorno: ripristino della legalità e contrasto del familismo amorale come criterio base per valutare le politiche specifiche a favore dello sviluppo. Rifiuto dell’assistenzialismo e organizzazione di servizi efficienti e promozione di infrastrutture utili per la formazione del lavoro e la crescita dell’attività imprenditoriale.<br /><br />23 - Monitoraggio politico-elettorale: monitoraggio pre-elettorale ed elettorale del voto politico in Italia (inclusa la questione delle firme pre-elettorali).<br /><br />***<br /><br />24 - Amnistia <br /><br />25 - Limitazione dell’obbligatorietà dell’azione penale <br /><br />26 - Responsabilità civile dei magistrati<br /><br />27 - Separazione delle carriere tra giudice terzo e pubblica accusa <br /><br />28 - Carcerazione preventiva: norme dirette a evitare che diventi un’irrogazione preventiva della pena.<br /><br />29 - Sistema sanzionatorio: attuazione effettiva della finalità rieducativa della condanna. <br /><br />30 - Sistema elettorale CSM: riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, compreso il sistema elettorale, per evitarne la politicizzazione. A tal fine si può ipotizzare un’elezione singola per ciascun membro che scada in tempi diversi.<br /><br />***<br /><br />31 - Politiche di difesa del territorio: riassetto idrogeologico; recupero dei centri storici; sviluppo dei Parchi; tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; politiche di prevenzione dei danni derivanti da gravi eventi naturali (a partire dall’emergenza Vesuvio); nuova politica sull’edilizia (la “rottamazione degli immobili” evocata da Aldo Loris Rossi).<br /><br /><i>Fiuggi, 23-25 settembre 2005.</i></div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1156620103315382162006-05-20T01:00:00.000+02:002006-08-26T21:21:43.316+02:00<div class="DATA"><b>LECCE : SABATO 20 MAGGIO CONFERENZA STAMPA SULL'AMNISTIA</b></div><br /><div class="DATA">Sabato 20 maggio, alle ore 11.00, l'associazione radicale Diritto & Libertà terrà a Lecce presso l'hotel President una conferenza stampa sull'Amnistia.<br />Interverranno :<br />- Sergio D'ELIA, presidente di Nessuno Tocchi Caino;<br />- Salvatore ANTONACI, candidato della RNP al Consiglio Comunale di Gallipoli;<br />- altri esponenti della Rosa nel Pugno.</div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1156619696174481402006-01-28T01:12:00.000+01:002006-08-26T21:16:19.183+02:00<div class="DATA"><b>MONTERONI: INCONTRO-DIBATTITO SUL TEMA DELLE CARCERI</b></div><br /><div class="DATA">Monteroni (LE), 28 gennaio 2006<br /><br />“Quale giustizia? emergenza nelle scomode città dell’attesa”<br /><br />Monteroni 28 Gennaio 2006 – ore 17:30<br /><br />Casa dello Studente “Lopez Y Royo” Via del Mare<br /><br />Interverranno :<br /><br />Sen. Maria Rosaria Manieri<br />Senatrice della Repubblica<br /><br />Sergio D’Elia<br />Segretario Ass. Naz.“Nessuno tocchi Caino”<br />Membro Direzionale Nazionale della Rosa nel Pugno<br /><br />Don Raffaele Bruno<br />Cappellano Istituto Penitenziario “Borgo San Nicola”<br /><br />Coordinano :<br /><br />Avv. Giuseppe Napoli<br />Segretario Ass. Radicale Naz.“Diritto & Libertà”<br /><br />Prof.ssa Vilma D’Amato<br />Segretaria“SDI- La Rosa nel Pugno”- Monteroni di Lecce<br /><br />La Segreteria cittadina è lieta di invitarVi a questo incontro<br /></div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1156618555109011772006-01-20T20:52:00.000+01:002006-08-26T20:59:30.110+02:00<div class="DATA"><b>LECCE: AL CONGRESSO PROVINCIALE DELLO SDI PARTECIPAZIONE DI UNA DELEGAZIONE RADICALE</b></div><br /><div class="DATA">"Domenica 22 gennaio 2006 presso l'Hotel<br />Tiziano in Lecce si terrà il congresso provinciale dello SDI. I lavori<br />saranno aperti dal segretario provinciale Fernando Caracuta e saranno<br />conclusi dall'intervento della sen. Maria Rosaria Manieri, della<br />direzione nazionale della Rosa nel Pugno.<br />Per i Radicali italiani sono<br />stati invitati ad intervenire Giuseppe Napoli e Salvatore Antonaci dell'Associazione radicale Diritto e Libertà ".</div>diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1153333637723824152006-01-01T14:00:00.000+01:002006-10-19T10:23:47.403+02:00<span style="font-weight:bold;">CONTATTI</span><br /><br /><span style="font-weight:bold;">Associazione Radicale Diritto & Libertà<br />Indirizzo:</span> <br />via S. Grande, 24<br /><span style="font-weight:bold;">Città: </span> <br />73100 - LECCE<br /><br /><span style="font-weight:bold;">Presidente: </span> <br />Giuseppe Napoli<br /><a href="mailto:pyhnn@tin.it">pyhnn@tin.it</a><br />339.4230218<br /><br /><span style="font-weight:bold;">Tesoriere: </span> <br />Salvatore Antonaci<br />338.2567334<br /><br /><span style="font-weight:bold;">Membro direttivo:</span><br />Francesco Mauro<br /><a href="mailto:fd_mauro@hotmail.com">fd_mauro@hotmail.com</a><br />333.6606879diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-30157415.post-1153397799413198462006-01-01T01:00:00.000+01:002006-08-26T21:00:17.106+02:00<strong>CHI SIAMO</strong><br /><br />L'Associazione radicale Diritto & Libertà promuove e sostiene nelle provincie di Brindisi, Lecce e Taranto iniziative politiche e culturali liberali, liberiste e libertarie, con il diritto e la non-violenza.diritto&libertàhttp://www.blogger.com/profile/10222112213267329470noreply@blogger.com